| La chiesa del Redentore |
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La chiesa del Redentore scritto dal professor Angelo Carmelo Bello La presenza delle suore e la scelta di fornire alle orfane un'educazione cristiana indussero Carlo Cacace a costruire una cappella sul lato sinistro dell'Orfanotrofio, dedicata al Redentore, oggi conosciuta come chiesa di Sant'Anna. La cappella venne benedetta e aperta al culto come oratorio pubblico da Mons. Pietro Alfonso Jorio, arcivescovo di Taranto, il 13 novembre 1898. La facciata cuspidata è adornata, sul portale d'ingresso, di un bassorilievo raffigurante Gesù che cade sotto la croce. L'interno è composto da un'aula quadrangolare con copertura a volta, a cielo di carrozza e da un'abside che contiene il presbiterio. La cappella era adornata da due grandi tele e da una tempera che copre tutta la calotta absidale. Le due tele, rubate agli inizi del 1994 rappresentavano, a destra, Gesù fra i dottori nel Tempio e, a sinistra, La Natività. Nella calotta invece è raffigurata la scena del Sinite parvulos, con Gesù che accoglie presso di sé i bambini, circondato da apostoli e da anziani. Autore delle tre opere, come anche del ritratto superstite di Carlo Cacace, una volta conservato nella Villa e oggi nella Biblioteca civica, fu il pittore tarantino, oriundo napoletano, Alessandro Huber. imparentato, sembra, con Cacace. Nella volta absidale il pittore ha ritratto in due anziani vicino a Cristo lo stesso Cacace e il dottor Nicola Jannelli, all'epoca medico condotto del paese e, quindi, anche delle orfane. A detta di Ricci sarebbe raffigurato anche Sebastiano Alemanno, uomo di fiducia di Cacace. Per i bambini, secondo un'antica tradizione, sarebbero stati presi a modello fanciulli di Crispiano. Francesco Ricci scrive ancora che lo Huber fu aiutato dal crispianese Angelo Michele Leggieri, pittore dalla vita avventurosa, emigrato poi in America Latina. Nel presbiterio trovava posto l'altare in marmo, sormontato in origine da un quadro della Madonna di Pompei17 e solo nel dopoguerra su interessamento di Mons. Caforio fu acquistata la statua di sant'Anna, che venne collocata nell'apposita nicchia sull'altare realizzata dall'artigiano Giovanni Scialpi. Mons. Jorio ed i successivi arcivescovi non mancarono mai, durante le loro visite pastorali di recarsi all'Orfanotrofio, dove in genere si fermavano all'arrivo e alla partenza per impartire la benedizione eucaristica. Mons. Jorio vi si trattenne una volta anche a pranzo, ospite di Carlo Cacace. La chiesetta fu restaurata una prima volta nel 1957 da un devoto tarantino, tale sig. Rusconi. Con l'arrivo della statua di Sant'Anna, infatti, la devozione verso la santa, protettrice delle partorienti, aveva subito un forte incremento e la chiesetta era diventata meta di pellegrinaggio anche dai paesi vicini, soprattutto da parte delle gestanti e delle puerpere che venivano a pregare o a ringraziare la santa. Affresco della calotta absidale dipinto da Huber nel 1897
Con la partenza delle suore, alla fine del 1964, anche la cappella di Sant'Anna rimase abbandonata e la statua, dopo i primi atti di vandalismo, fu trasferita in San Francesco fino al 1971 quando fu riaperta al culto la chiesetta. Sul bollettino parrocchiale Pace e Bene, così ne dava l'annuncio il parroco don Cosimo Montemurro: nel novembre scorso fu riaperta al culto la cappella di Sant’Anna di C. I lavori di restauro si sono via via realizzati con la nostra buona volontà e la fattiva collaborazione del segretario dell'Ente Cacace, signor Michele Annese. La sera del 29 giugno abbiamo potuto così benedire il nuovo altare (realizzato per soddisfare le nuove norme liturgiche) ricavato dalla ditta Scialpi-Carone con materiale della balaustra di San Francesco e da altri pezzi dello stesso altare di Cacace artisticamente modificato. Per l'anno venturo si prevede la pitturazione ad olio di tutta la cappella, ì cui muri devono ancora disfarsi dell'umido penetrato in questi anni. Per ora si può celebrare la santa Messa che faremo dal 17 al 26 luglio per la festa di Sant'Anna. Potremo inoltre organizzare ritiri spirituali per gruppi e qualche celebrazione eucaristica feriale. Intanto l'arcivescovo ha dato la sua autorizzazione per poter celebrare anche i matrimoni, per motivi di devozione. Il lavori di restauro della cappella hanno richiesto finora una spesa complessiva di £. 154.600... A Cacace si è continuato a celebrare la novena e la festa di Sant'Anna fino a qualche anno fa quando, a causa dei lavori di restauro di tutto il complesso, nel frattempo divenuto come vedremo, sede dell’Istituto Alberghiero la statua riprese nuovamente la via...di San Francesco. Lo scorso anno poi, in occasione del centenario dell'arrivo delle suore a Crispiano, la stessa statua è stata restaurata e trasportata processionalmente il primo giorno della novena da Cacace all'Istituto Sacra Famiglia di Via Regina Elena dove è rimasta custodita fino a qualche mese fa quando, completati i restauri di Villa Cacace ha potuto finalmente fare ritorno...a casa sua. |









